Lidio Ajmone nacque nel 1893 e, seguito dal padre notaio, si trasferì a Torino dove completò gli studi classici e, a 18 anni, si iscrisse all’Accademia Albertina. Durante il suo percorso formativo, ebbe l’opportunità di lavorare anche nello studio del pittore Vittorio Cavalleri. Nel corso della sua vita, Ajmone ebbe una carriera diversificata, che includeva il servizio militare come capitano degli Alpini durante la Prima Guerra Mondiale. Nel 1912 visitò la Tripolitania e nel 1925 si recò in Somalia, esperienze che contribuirono a formare il suo sguardo sulla realtà. Successivamente, soggiornò per un lungo periodo a Rodi, un’isola greca, dove rimase fino al 1941, quando fece ritorno in Italia, ritirandosi nella sua casa di Andezeno, dove visse il resto della sua vita. Le sue prime opere si riflettevano ancora nella tradizione paesaggistica ottocentesca del Piemonte, ma con il tempo il suo stile evolse verso una maggiore enfasi sul colore. Sebbene fosse noto soprattutto per i suoi paesaggi, Ajmone si distinse anche come ritrattista di talento, realizzando ritratti di figure illustri come il Duca degli Abruzzi, Benito Mussolini e diversi membri della famiglia sabauda. Nel corso della sua carriera, Ajmone espose in numerose città italiane, tra cui Torino, Genova, Novara, Casale Monferrato, Vercelli e Roma, ottenendo vari riconoscimenti per il suo lavoro. Fu anche vice presidente del Circolo degli Artisti di Torino, un ruolo che gli permise di contribuire al panorama culturale della città. Alla sua morte, nel 1945, il Circolo degli Artisti organizzò una retrospettiva delle sue opere, celebrando il suo contributo artistico.